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Cenni storici


antico fontanile

Posto al confine tra le Vallate del Savio e del Tevere il territorio viene usato in antichità come valico dai popoli Etruschi ed Umbri. Nel periodo medioevale alcuni monaci, tra i quali S.Romualdo e S.Alberico, scelsero le montagne del Fumaiolo per fondarvi Eremi ed Abbazie.
Durante il 1400 il territorio fu conteso da alcune famiglie locali e nel 1405 gran parte dell'attuale circoscrizione Comunale fu annessa alla Repubblica Fiorentina costituendo la Potesteria più antica della Valle del Savio.
Da quel periodo la storia del comprensorio è legata alle vicende toscane e di Firenze fino al 1923 quando per volontà di Benito Mussolini questa parte di "Romagna Toscana" venne annessa definitivamente alla provincia di Forlì.




Annales Camaldulenses fondazione del Monastero di Verghereto

San Romualdo e Verghereto
San Romualdo nacque a Ravenna nel 952 da famiglia nobilissima. Entrato giovane nell'ordine di San Benedetto, perseguendo la ricerca di una perfezione mistico-ascetica, nel 998 rinunciò alla dignità di abate, fondando dove sorge attualmente Verghereto, un monastero in onore di S. Michele Arcangelo. A causa dei suoi continui richiami, i monaci "corrotti" lo cacciarono a "vergate" insieme ai suoi discepoli. Da questo episodio si fa discendere l'etimologia del toponimo Verghereto.




Albero genealogico della famiglia dei Faggiuolani

Uguccione della Faggiola condottiero medioevale.
Dalla prima metà del 200 fino ai primi decenni del 400 ebbero grande fama, i signori della Faggiola. I ruderi del loro castello sono posti alle pendici del M.te Fumaiolo prossimi a S.Alberico e a Le Capanne.
Uguccione della Faggiola, ne è l'esponente più importante; per il suo valore militare ricoprì importanti cariche nelle città di Arezzo, Gubbio, Pisa, di parte ghibellina. Uguccione, amico di Dante ha dato più volte ospitalità all'esule poeta e è stato da lui ricordato nella prima cantica della Divina Commedia.




Scorcio dell'Archivio storico del Comune di Verghereto

XI SECOLO - Abbazia S.Maria del Trivio (Montecoronaro) antica istituzione monastica.
L'Abbazia fu fondata su uno sperone del Appennino, non lontano dalle Sorgenti del Tevere, in prossimità di un crocicchio della mulattiera che seguendo l'antica strada Romana risale verso Nord dalla Toscana in posizione di straordinaria importanza geografica (da tale tripartizione "Trivio" è possibile dirigersi verso il Montefeltro, la Toscana e la Romagna). Rilevante per gli studiosi la documentazione lasciataci dai monaci che ci permette di ricostruire dettagliatamente la vita dei montanari dell'epoca (si veda il prezioso studio del Prof. G.Cherubini Una Comunità dell'Appennino. Dal XIII al XV secolo edito da Leo Olschigi 1972).
Le fortune dell'abbazia vengono a cessare nel 1498 quando subisce un pesante saccheggio da parte delle truppe veneziane dirette in Casentino; nel seicento il complesso è in piena decadenza, attualmente sono visibili solo alcune rovine, poste nel bosco, nei pressi dell'abitato di Ville di Montecoronaro.




Antiche filze d'archivio presso l'archivio storico Comune di Verghereto

Anno 1405- Nascita della Potesteria di Verghereto: la più antica istituzione comunale della Valle del Savio.
Nell'Aprile 1405 a seguito delle spedizioni di truppe fiorentine guidate dal Salviati nelle nostre terre, a Verghereto, con il giuramento del podestà Simone Mariotti degli Orlandini, nobile fiorentino, ebbe inizio il più antico dominio fiorentino in terra di Romagna nonché, la prima istituzione comunale ad ordinamento democratico della Valle del Savio e forse dell'intera Romagna: Il Podestà era per legge cittadino fiorentino e si avvaleva, in via consultiva e talora deliberativa, dei sindaci di ogni comunello eletti dai capi famiglia, il camerario costituiva l'esattore dell'istituzione, la comunità era dotata di propri Regolamenti e Statuti (regolamenti ed atti sono ancora perfettamente conservati presso l'archivio storico del Comune di Verghereto).
La zona del M.te Fumaiolo, a testimonianza di questo antico legame, rimase unita alla Provincia di Firenze fino al 1923 quanto sotto il governo di Mussolini, che da buon Romagnolo non poteva far nascere il fiume "sacro ai destini di Roma" in provincia di Firenze annesse la zona alla Romagna.




Data ultima modifica: 07/10/2005

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